EDITORIA: -21% DI RICAVI NEGLI ULTIMI 5 ANNI IN ITALIA, SECONDO REUTERS INSTITUTE

Gli smartphone sono il mezzo più consultato dagli italiani per tenersi aggiornati. Ma se gli italiani disposti a pagare per leggere le notizie sui siti sono ancora pochi (appena il 9%), al 41% piace condividere le notizie e al 27% commentare le news on line. Il social network più usato per informarsi è ancora una volta Facebook, seguito da WhatsApp e Youtube. E’ quanto emerge dal rapporto annuale sulle “nuove frontiere del giornalismo digitale” di Reuters Institute for the Study of Journalism presentato nei giorni scorsi presso la sede della FIEG a Roma.

Il report ha consultato 75 mila persone di 38 Paesi nei sei continenti. Solo negli ultimi 5 anni la consultazione di notizie su smartphone è più che raddoppiata passando dal 25% del 2013 al 68% del 2019. Continuano invece a calare i lettori di giornali. Stabile il numero di persone che guardano le notizie sulla tv (58%), un dato questo che in altri paesi è in calo. Il mercato dell’informazione online italiano è ancora dominato dai player tradizionali. I siti web con la più ampia diffusione online sono quelli delle principali emittenti televisive, dei principali quotidiani e della principale agenzia di stampa italiana.

“Mentre, però, i ricavi delle emittenti sono stati relativamente stabili dal 2013 al 2017, i ricavi dei giornali e delle riviste hanno registrato una riduzione del 21% nello stesso periodo”, si legge nel report. Cresce anche il numero di editori che adottano paywall (negli Usa un sito su due che l’utente incontra nella navigazione ha il paywall). Interessante anche i dati sull’uso dei podcast. Lo scorso mese il 30% degli italiani ne ha fatto ricorso, grazie all’aumento della qualità dei contenuti offerti e alle tematiche trattate, per lo più a carattere culturale. I siti che maggiormente riescono ad attrarre lettori – osserva infine il rapporto – sono quelli che hanno spiccate capacità di utilizzare i social media e che hanno un team specializzato in produzioni multimediali.

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