
Un momento della conferenza. Nella foto, al centro il Presidente Cnog Carlo Verna e il presidente Fnsi, Beppe Giulietti – foto primaonline.it
Sono state approvate le linee guida per la riforma dell’Ordine dei Giornalisti.
Cambiera’ il nome dell’albo che diventera’ “Ordine del Giornalismo”e le regole per facilitare l’accesso: sparisce l’obbligo del praticantato di diciotto mesi, ad eccezione del periodo transitorio, riferito alle situazioni essere, dal momento che ormai e’ diventato quasi impossibile essere assunti da una testata. L’esame di idoneita’ resta obbligatorio per l’iscrizione, ma si potra’ fare avendo conseguito una laurea di base (triennale) in qualsiasi facolta’ in Europa, seguita da una pratica giornalistica all’interno di un corso universitario annuale e un master di giornalismo post laurea riconosciuto dall’Ordine. Continua a leggere

Con sentenza dello scorso 27 settembre 2018, il Tribunale di Roma ha confermato quanto rilevato in sede ispettiva dai funzionari dell’INPGI in merito sia ai tratti distintivi del rapporto di lavoro subordinato svolto presso un Ufficio Stampa che sulla natura giornalistica dell’attivita’ svolta da una dipendente nell’ambito di trasmissioni televisive non direttamente riconducibili a testate editoriali giornalistiche.
Con una serie di pronunce (ben cinque negli ultimi giorni) i giudici del Tribunale e della Corte d’Appello hanno ulteriormente consolidato l’orientamento favorevole all’INPGI nell’ambito del contenzioso avviato da alcuni giornalisti per l’ottenimento delle prestazioni a carico del Fondo contrattuale “Ex Fissa”.
Anche nel 2018 e’ proseguita l’attivita’ di ispezione da parte degli uffici dell’INPGI, a fronte della quale si conferma la persistenza di una certa quota di comportamenti irregolari ad opera di alcune imprese editoriali che non hanno versato i contributi previdenziali dovuti per legge all’Istituto a seguito dell’impiego di personale giornalistico all’interno delle redazioni.
Il processo di dismissione del patrimonio immobiliare del Fondo “Giovanni Amendola”, a quasi due anni dall’avvio, fa registrare risultati soddisfacenti, sostanzialmente in linea con le aspettative che ne hanno ispirato la strategia e il modello attuativo.
Il 31 ottobre scorso la Corte d’Appello di Roma ha confermato la sentenza di primo grado con cui l’Inpgi – in seguito ad un accertamento portato a termine dai funzionari dell’Istituto – aveva ottenuto la condanna di una primaria azienda editoriale al pagamento dei contributi non versati su alcune tipologie di “benefit” ed attribuzioni patrimoniali in favore dei giornalisti dipendenti.
Anche il III°Collegio della Corte d’Appello di Roma, con la sentenza n. 3212/18, ha condiviso le ragioni dell’INPGI respingendo l’appello proposto da una giornalista pensionata. Si tratta della terza pronuncia da parte della Corte d’Appello a favore dell’INPGI.
Si e’ tenuto lo scorso 8 settembre nel Palazzo della Provincia di Cosenza, il convegno “Le nuove frontiere dell’informazione tra sfide e conquiste” volto a far conoscere lo stato dell’arte dell’editoria e gli strumenti, normativi e contrattuali, necessari a tutelare il giornalismo professionale di qualita’ .